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BOBBY SOLO
Passano gli anni. Le
mode trasformano il nostro modo di vivere e in taluni casi fanno tabula
rasa al loro passaggio. Tanto oggi come quarant'anni fa, però, c’è chi
come Bobby Solo è riuscito a non farsi travolgere dagli eventi al punto
da godere della stima, dell’affetto e soprattutto, dato non di poco
conto, della fiducia dei giovani della sua generazione e delle
successive, comprese quelle del nuovo millennio. E pensare che il suo
primo impatto con il grande pubblico fu una sorta di simpatico bluff.
Ricordate il tormentone del play back a Sanremo ai tempi di “Una lacrima
sul viso”? Per un fatto simile oggi nessun giornale dedicherebbe più di
cinque righe. Allora fu uno scandalo e sarebbe potuto divenire la fine
di una carriera, invece… Ma le persone, prima ancora degli addetti ai
lavori, ieri, oggi e domani sanno riconoscere da subito chi merita
fiducia. I fatti lo confermano. Ad ogni concerto di Bobby Solo si
ritrovano migliaia di giovani. Non importa la loro data di nascita. Ciò
che li accomuna sono l’entusiasmo e la voglia di musica che sa esprimere
sul palco l’artista romano. Incontriamo Bobby Solo e con lui proviamo a
capire cosa ci sia alla base del suo costante successo.
Bobby è davvero
emozionante trovarti dinanzi un pubblico così variegato che si sente
partecipe dei successi che proponi; è il segnale che il tempo diventa
impotente dinanzi alla musica?
“Tutto lascia presagire
sia così. Quando sono sul palco do tutto me stesso e mi diverto, con
molta probabilità le persone si rendono conto di ciò e di conseguenza
diveniamo un unico generatore di emozioni”.
Della recente
esperienza sanremese con Little Tony che ci racconti?
“E’ stato sicuramente un passaggio interessante
del mio cammino artistico. Ritengo sia servito ad entrambi per
rivitalizzare la nostra popolarità. Il pubblico, mi pare, l’abbia molto
gradita”.
Tornando ai
giovani del 2000, secondo te perché sanno apprezzare Bobby Solo?
“Probabilmente i
fattori sono molti. Mi piace pensare perché riesco a raggiungere la loro
sensibilità. Ritengo poi che un pizzico di merito vada attribuito ai
loro genitori che mi hanno fatto conoscere ed apprezzare. Nei miei
concerti propongo vari generi musicali, quelli che mi stimolano
ovviamente e che credo abbiano radici popolari”.
Cosa c’è dentro
Bobby Solo da consentirgli di non cadere nel retorico e restare sempre
attuale?
“Mi reputo una persona
fortunata perché amo fortemente tutto ciò che faccio e cerco di
perfezionare di volta in volta il mio personaggio. Mi sento
un’instancabile assaggiatore di musica. Il panorama musicale italiano e
internazionale che va dagli anni trenta a oggi è talmente vasto che
penso sia davvero difficile poterlo esaurire. Sono contrario a ripetermi
tant’è che in ogni concerto inserisco delle novità. Non condivido il
pensiero di coloro a cui fa comodo l’artista patetico”.
Oggi Bobby Solo
continua il suo percorso artistico e siamo pronti a scommettere che
saranno ancora molte le sorprese che da lui dovremo attenderci.
Paolo Biondo
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